Loreto: 60 anni insieme

Loreto: 60 anni insieme

Testimoni, scout prima, foulard bianchi sempre. Interventi, foto e video.

Loreto 9-10-11 novembre 2018

60 anni al passo dell’ultimo

Le nostre radici, il nostro impegno nel servire.
Testimoni, scout prima, foulard bianchi sempre.

Alessandro
Responsabile Nazionale Foulard bianchi

  • Saluto tutti i partecipanti al pellegrinaggio. È importante ritrovarci e stare insieme qui
  • Loreto è uno dei luoghi fondamentali della nostra comunità italiana Foulard bianchi
  • Un’occasione unica per condividere e festeggiare il  nostro sessantesimo

Nomina come capi del pellegrinaggio: Elisa Responsabile FB Campania e Gianfranco Responsabile FB Piemonte

Si ringrazia Rosella e tutta la comunità delle Marche, insieme al clan Porto Potenza Picena 1, per l’accoglienza e il servizio reso durante il pellegrinaggio nazionale

Don Maurizio
Assistente Nazionale Foulard bianchi

  • Un pellegrinaggio si inizia con la preghiera, altrimenti sono chiacchiere. E di chiacchiere ce ne sono già troppe.
  • Ancora oggi sperimentiamo la stessa divisione che San Paolo ci racconta. Se perdiamo il centro, che è Cristo, non c’è luogo che tenga.
  • Per fondarsi sulla roccia serve essere aperti al confronto. Allora con Maria sapremo servire come ha fatto Lei.

Maria Cristina
FB Liguria

  • Fare memoria è fondamentale per il singolo e per la comunità.
  • Possiamo fare memoria in due modi: o la bella età dell’oro o partire da quella base e costruire.
  • “Cose nuove e cose antiche” avendo ben presente le occasioni perse e i passi falsi. Così potremo gioire delle cose buone che abbiamo fatto.
  • Allora sarà una buona memoria che ci aiuterà ad andare verso il futuro.

Mimmo
Responsabile del Masci per i Foulard bianchi

  • Noi siamo una cosa sola: il fazzolettone che portiamo al collo ne è testimone.
  • Vivi la tua comunità a 360° così che il tuo essere foulard bianco emerga e da questo la tua comunità sia arricchita.
  • Essere lievito nei confronti di chi, come Kelly, è foulard bianco senza nemmeno saperlo.
  • La cosa più bella è che tutto quello che si può mettere insieme venga messo insieme perché c’è in gioco il futuro educativo del nostro Paese.
  • Fare dei cittadini migliori è il più grande servizio che possiamo fare al nostro Paese.

Donatella
Capo guida Agesci e FB Liguria

  • La memoria è come brace: non va guardata, ma custodita.
  • Appena arrivo a Lourdes, alla Grotta, mi vengono in mente Kelly e Luciano Ferraris.
  • Luciano Ferraris è un maestro scomodo: rileggiamo quei passi in cui è scomodo perché ci mette in gioco!
  • Sulle spalle ci portiamo l’immagine di una icona: la “koinonia”. Questo patto tra le generazioni è più importante ancora dell’appartenenza. Prima viene la comunione!
  • E l’esempio di comunione è l’orgoglio umile di Bernadette. “Scopa dietro la porta” e “sono incaricata di dirvelo, non di farvelo credere”. Sognare e cedere spazio, lasciarsi portare umilmente.
  • Oggi corriamo il rischio di tornare a una disabilità nascosta, negata e orrida. Lo abbiamo già visto e non possiamo permettercelo.
  • Quello che leggeva Luciano Ferraris negli anni ’50 lo leggiamo anche noi, oggi. Ma oltre alla strada vecchia ci sono metodi nuovi…
  • Continuiamo questa proposta per i giovani. Perché i Foulard Bianchi servono all’associazione. Settore? Comunità? La Vergine mi chiama Donatella.
  • Proselitismo? No, serve testimonianza. Per un futuro dove ci si sente a casa, non in alternativa ma insieme!

I figli del nostro “papà” Luciano Ferraris ci scrivono

LEGGI

Mosignor Fabio dal Cin
Arcivescovo di Loreto

  • Il canto Insieme mi ha fatto tornare a quando facevo i campi con gli scout.
  • A casa riscopriamo la nostra identità. Abbiamo una madre (la Chiesa), un Padre e un Fratello.
  • La devozione mariana è così radicata nei nostri territori a seguito di apparizioni o di immagini prodigiose. Maria risveglia la nostra fede.
  • A Loreto, però non ci sono né apparizioni né immagini prodigiose: questo è il Santuario della Santa Casa. All’origine di tutto c’è un pezzo di casa!
  • Questa casa è una reliquia, è uno dei centri da cui si è diffuso il Cristianesimo. Ma soprattutto quelle pietre sono state testimoni del mistero. dell’incarnazione.
  • Senza quella incarnazione, senza il “Sì” di Maria, Dio non avrebbe messo la sua tenda in mezzo a noi.
  • Parlare di Loreto è parlare anche di Nazareth. Anche quando i luoghi testimoni dell’incarnazione in Terra Santa non erano accessibili, Loreto restava a ricordarcelo.
  • La Santa Casa è reliquia e icona. Dire “Casa” vuol dire suscitare tutte le nostre connessioni affettive che viviamo fin da bambini
  • La Santa Casa è stata testimone sì dell’incarnazione ma anche della vita di Maria Immacolata!
  • Riferendosi a Loreto, papa Pio IX, per la prima volta afferma che “fra queste mura è nata l’Immacolata concezione”.
  • Dopo Loreto, nel 1854, papa Pio IX proclama il dogma dell’Immacolata concezione e dopo quattro anni il cielo si spalanca a Lourdes.
  • Lourdes è il primo luogo in cui il cielo si apre per confermare quanto dice il Papa! E lei si presenta: “Io sono l’Immacolata concezione”.
  • Qui tutti dobbiamo essere di casa. San Giovanni Paolo II lo definiva “il Santuario della Trinità”.
  • Fin dal giorno del nostro battesimo siamo in compagnia di queste tre Persone. E il Santuario della Santa Casa è santuario dello Spirito Santo.
  • In quella casa tutti lavoravano, ognuno portava il suo contributo. La Santa Casa diventa casa di ogni onesto lavoratore!
  • Casa del “Sì”, casa dei consacrati ma anche casa delle famiglie. È stata testimone della trepidazione di Maria, della trepidazione di Giuseppe.
  • Santuario come luogo di tutti, non internazionale, ma Pontificio. E Pontificio vuol dire Papa e Papa buon dire Universale.
  • Egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo.
  • Chi dice scout dice servizio. E più alto è il servizio più aumentano le responsabilità. Specie se si decide di servire gli ultimi.
  • Servire vuol dire prendersi cura.
  • Non vuol dire svolgere un’azione e basta ma vuol dire metterci il cuore. E se ci metti il cuore, ci metti tutto te stesso, e si vede.
  • L’unico potere che noi abbiamo è il potere grandioso, infinito e liberante è quello che Gesù ci ha indicato, che Maria ha accolto: servire.
  • Dobbiamo però riscoprire i rischi del servizio. Primo fra tutti quello di mettersi in mostra, di acquisire potere.
  • Servire senza secondi fini è servizio vero. Altrimenti il nostro cuore è rotto!
  • Se manca lo spirito vero del servizio allora si è corrotti. Servendo anche chi ci sembra che non se lo meriti, abbracciamo davvero la logica cristiana.
  • Tutti possono servire.
  • Ma se servire da cristiano vuol dire servire l’altro perché in lui vedo Cristo, uomo fra di noi.

Federico
FB Lazio

  • L’incontro è un percorso che richiede impegno. E oggi siamo qui, in tanti, per impegnarci in questo.

Responsabili regionali Agesci Marche

  • Loreto è luogo di servizio, è casa per tutti gli scout.

Federico, Felice, Silvio, Fabio e Alessandro.

Cinque Responsabili Nazionali… in ordine di arrivo! 🙂

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