Cari Fazzolettoni Bianchi, miei fratelli e sorelle,
scrivo a voi perché desidero condividere con voi le sacre realtà a me care: la B. V. Maria; il Servizio; i Giovani; i Malati e la loro relativa Sofferenza; la Comunità F. B. e l’Umiltà. Carissimi a Lourdes è avvenuto ed ancora oggi avviene questo miracolo: la B. V. Maria si è messa e si continua a mettere a servizio di Dio e di tutti i fratelli, con amorosa premura materna, che si percepisce dalla sua speciale presenza nella grotta di Massabielle.

Lei si è messa a servizio dei giovani, chiedendo alla giovanissima Bernadette, la sua fattiva collaborazione coinvolgendola nel grande progetto Lourdiano.

La B.V. M. si è messa a servizio degli ammalati e della sofferenza, imitando in tutto il suo Figlio Gesù, che durante il suo ministero pubblico si occupò degli ammalati con una tenerezza incredibile. La Signora, come la chiama Bernadette, si è messa a servizio della Chiesa, quella autentica e vera che sulla terra Dio ha voluto, formato, amato, dando tutto nel Suo Unigenito Figlio Gesù.

Come la B. V. Maria, ha svolto tutto con immensa umiltà, così deve agire un Fazzoletto Bianco, perché in Lei tutto è stato un esempio di grande attenzione, di grande amore e di grande umiltà. Noi, FF.BB., dobbiamo divenire immagine della B. V. Maria, cioè essere a servizio di Dio e di tutti.

Noi siamo a servizio dei giovani con i giovani, noi siamo a servizio degli ammalati e della loro sofferenza, noi siamo a servizio per edificare la comunità (cioè noi collaboriamo nell’edificare la Sua Chiesa così come ha detto a Pietro “Edificabo ecclesiam mea”).

È nella comunità che si vive il rispetto dei reciproci ruoli e vocazioni, per questo abbiamo bisogno gli uni degli altri, anzi dice il Signore “se vi amerete gli uni gli altri osserverete il mio amore” o meglio “mostrerete il mio amore”. Ora non “c’è amore più grande di questo dare la propria vita per i fratelli ”. E’ nell’Umiltà che sta la nostra spiritualità, poichè essa è l’anima del nostro servizio, è la ricchezza del nostro spirito, è la fortezza del nostro servire, è il bene certo da cui trarre alimento, è la grazia del nostro andare verso l’altro.

L’Umiltà è il valore che crea comunità, quindi ripartiamo da una avventura veramente grande per noi, riportiamo la Comunità dei FF.BB. in alto e al centro del nostro esistere.

Carissimi, avendo assunto questo oneroso impegno, sento il bisogno di voler incoraggiare come A.E. Nazionale tutti gli FF. BB., poiché sento l’urgenza di volervi imprimere e parteciparvi una ulteriore forza di grazia, per rilanciare con entusiasmo la nostra Unica Comunità Nazionale degli FF.BB., per questo motivo non c’è da temere nulla, non c’è da preoccuparsi per i diversi problemi o per le divisioni che abbiamo all’interno di Essa.

Anzi a maggior ragione tutti dobbiamo convergere verso la risoluzione di essi, con grande spirito di carità e nella verità.

Sarà lo stesso nostro spirito comunitario a farci trovare le immediate soluzioni, sarà quel miracolo autentico della B. V. M., del Servizio, dei Giovani, dei Malati e della loro relativa Sofferenza, della Comunità F. B. e dell’Umiltà a guidarci nella ferma risoluzione di essi.

Sono immensamente fiducioso, nel proposito di sfatare insieme che non si è F. B. solo una settimana all’anno quando ci si reca in pellegrinaggio a Lourdes, ma noi siamo sempre F.B. nello spirito della Comunità dell’Hospitalité di Notre Dame de Lourdes.

Anzi, ancor di più noi FF.BB. dobbiamo avere una decisa volontà, in quanto portiamo al collo non solo simbolicamente le lenzuola dei nostri fratelli ammalati, i fazzolettoni (allora fatti da lenzuola dismesse dall’ospedale di Lourdes) ma essi sono ormai la nostra stessa pelle.

Questa mia riflessione è condivisa dai cari nostri responsabili nazionali Eliodora e Fabio, a tutti il mio saluto affettuoso e il mio ricordo alla .B.V. Maria benedicendovi di cuore a presto, vostro p. Cesare.

Questa Lettera scritta a fine Agosto, carissimi vi raggiunge solo adesso, avendo avuto un ulteriore incarico dal mio Arcivescovo quello d’essere Padre Spirituale in seminario e, per seguire il seminario sono stato trasferito in città, da Godrano che è un paese a quasi 50 Km da Palermo, occupandomi anche della parrocchia Annunciazione del Signore in città, una parrocchia di ottomila abitanti.

Questi gli ultimi eventi della mia vita ministeriale, adesso che ho fatto il trasferimento si torna ad un ritmo normale.

P. Cesare Rattoballi
AE Nazionale Foulard Bianchi

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