Roma, 18 ottobre 2011

A Luigi Vignoli
Responsabile regionale Emilia Romagna Foulards Blanc
Strada nuova, 3 43121 – Parma (PR)

Carissimo Luigi,
Lei non sa con quanta gioia ho ricevuto la pubblicazione Servire a Lourdes, da Lei curato con specifica competenza e affettuosa cura. Iniziando a leggerlo mi sono presto imbattuto nella frase di padre Jacques Sevin sj che recita: «Insegnare ai bambini a diventare uomini, insegnando agli uomini a diventare bambini».

Forse non c’è frase migliore per raccogliere il percorso della malattia che voi, fratelli e sorelle delle Comunità degli Scout Foulards Blancs, aiutate a lenire con tanto affetto e dedizione. Ammalarsi, e posso affermarlo per diretta esperienza, è un’esperienza unica, un accadere misterioso che incide nel nostro essere più intimo e lo scava per mostrarne le profondità. La malattia ha l’effetto di costringere a fortificarsi come uomini e donne, a crescere nel “carattere” direbbe B.-P., facendoci, come per magia, ritornare fanciulli. Essa infatti ci rende bisognosi di tutto, proprio come bisognoso di tutto è un bimbo indifeso. La malattia col suo carico di sofferenza e umiliazione spoglia, rende indifesi, abbassa la soglia dell’umano e potrebbe anche privare di dignità la persona che la subisce se non trovasse a risponderle chi come voi è pronta a trasfigurarla con l’amore di Cristo.

Carissimo amico e fratello scout, per suo tramite vorrei dire a tutti i membri delle vostre comunità che io vi ammiro, vi stimo e un po’ vi invidio per la vostra capacità che avete di rendere umano un aspetto di noi stessi che non ci appartiene, coma è la sofferenza e il dolore. Dio Padre nel creare il mondo aveva scelto di donarci un esistenza che non dovesse fare i conti con queste terribili sorelle, noi invece nei nostri progenitori abbiamo perduto questo regalo. Il vostro servizio a Lourdes restituisce a tutti gli ammalati il sapore del paradiso che ci attende. Nel vostro generoso servizio voi testimoniate la fiducia nel bene, cantate la gratuità del servizio, vi fate umili servi del mondo sofferente, come umile ancella fu Maria Santissima.

La nostra Associazione non può che essere fiera di avervi tra noi. Quante volte ho visto a Lourdes i vostri fazzoletti bianchi mettersi al servizio degli ultimi del mondo e dei primi del Regno. Quante lacrime di fierezza e commozione nel vedere come riuscite con semplicità evangelica a fare quello che molti, me compreso, non riescono a fare, amare con gioia e semplicità. Grazie!

Le confido che sono legato a Lourdes da sempre, e posso dire di essere negli scout grazie a degli scout che prestavano servizio in un treno diretto a Lourdes. Era il 1967 e mi ricordo bambino con mamma accanto a me. Eravamo alla stazione ferroviaria di Pisa. Mentre attendevamo il treno per andare a Viareggio dove trascorrevamo un periodo di villeggiatura, si fermò sul nostro binario un treno di ammalati per Lourdes e ne scesero dei Rovers e dei Capi che erano indaffarati a prestare servizio a dei barellati. Ricordo ancora le parole di mamma: «Alessandro, quanto mi faresti felici se anche tu un giorno volessi farti scout e come loro servire il mondo dei bisognosi». Un anno dopo iniziavo il mio cammino di Esploratore nell’ASCI. E per mia gioia ho anche prestato servizio come rover e capo con l’UNITALSI a Loreto.

Lourdes per me è un luogo santo per eccellenza, non meno di Gerusalemme. A quel santuario sono legato da sempre, e quando sono alla grotta dell’apparizione difficilmente riesco a separarmi da quel luogo. Ne ho scoperto la forza quando ho avuto la fortuna di leggere il bel libro su Bernadette di Franz Werfel. Da allora ho Lourdes nel cuore e ogni volta che posso esserci sono felice di stare lì e non ho nostalgia di nessun altro luogo sulla terra. Spero un giorno di esserci ancora e forse chissà, se non dovrò esserci come ammalato che va a rendere omaggio alla mamma del cielo.

Sono contento che il libro che parla di voi sia un libro di successo, giunto ormai alla quinta edizione. Tenere viva la memoria di una parte così preziosa della nostra Associazione è essenziale, come lo è diffondere la modalità del vostro servizio e la vostra storia, che è anche la nostra.

Carissimo Luigi, nell’augurarle ogni bene, le prometto che in questo mese di ottobre, mese mariano, nelle mie preghiere quotidiane per l’Associazione, avrò un pensiero particolare per voi, fratelli e sorelle dei Foulards Blancs.

 Padre Alessandro Salucci
Assistente Ecclesiastico Generale Agesci

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