UN IMPEGNO CHE VAL BENE UN… PROGETTO
LOURDES
SPIRITUALITÀ
È indispensabile riportarsi al tema stabilito dal Santuario. Qualunque sia l’esperienza (Pellegrinaggio, Stage, Servizio) la spiritualità deve essere valorizzata, deve assumere ruolo di Catechesi formativa non solamente occasionale. Sarebbe auspicabile anche unificare la proposta spirituale a Lourdes mediante un progetto.
Ruolo importantissimo, addirittura indispensabile, assume la pastorale della sofferenza. Essa deve costituire strumento base.
COMUNITÀ
A Lourdes la proposta F.B. assume (deve assumere) significato non puramente, semplicemente aggregante. Essa più che mai deve essere attiva, segno di una presenza densa di lavori. L’avvicinamento di segni del messaggio mariano a Lourdes è senz’altro proposta efficace per dare senso ai momenti d’aggregazione.
È opportuno, quindi, ricercare – qualunque esperienza si viva a Lourdes – i momenti per consentire lo scambio di esperienze e, tuttavia, riportare ad essi il giusto significato di occasione per scoprire o riscoprire il messaggio mariano, la presenza dell’ammalato, l’utilità del servizio.
SERVIZIO
Il ruolo del F. B. deve essere riportato ai suoi valori assunti nella Carta di Comunità. Egli è presenza efficace nel coordinamento a Lourdes come nell’ambito della Branca R/S.
Le sue caratteristiche sono la disponibilità, la gratuità, il sentirsi “trait d’union”, testimone fedele e vigoroso dell’esperienza di servizio agli ammalati, ai pellegrini nella città mariana.
OBIETTIVI EDUCATIVI
Verso i giovani
Verso gli adulti
Consentire una formazione individuale e comunitaria diretta a far comprendere il messaggio mariano e lo spirito del servizio alla sofferenza.
Verso la Comunità F. B.
Fornire alla stessa Comunità più solidità nella proposta enunciata nella Carta di Comunità, prendere coscienza del proprio ruolo, farne motivo di crescita.
CANTIERI
SPIRITUALITÀ
La spiritualità dei cantieri si deve esplicare attraverso un’esperienza di servizio volta essenzialmente alla cura dei sofferenti, ma con in più il riguardo al messaggio evangelico e alla testimonianza di “buon samaritano”.
In conseguenza ed in rapporto decisamente stretto con tale finalità sarà necessario impostare e proporre un cammino catechetico sulla Pastorale della Sofferenza:
“SERVIRE L’UOMO COL CUORE DI CRISTO, SERVIRE CRISTO NELL’UOMO CHE SOFFRE” (Giovanni Paolo II).
COMUNITÀ
È l’ambito in cui si integra l’esperienza e la testimonianza dei c.d. “sani” con gli ammalati.
Ciò deve favorire la condivisione ed il superamento dei pregiudizi e di qualsivoglia ostacolo che si frapponga alla solidarietà ed all’accettazione della diversità: “E MI GUARDAVA COME UNA PERSONA” (Bernadette Soubirous).
SERVIZIO
La proposta deve vertere sulla formazione e sulla esperienza qualificata.
Non basta saper raggiungere il contatto fisico con l’ammalato, occorre in più essere “servitori umili” che sanno dialogare con la persona sofferente e riconoscere in essa il Cristo che si umilia.
L’esperienza comunitaria di Cantiere può proporre gli impulsi necessari a coltivare la sensibilità del “servitore umile” e costituire così valido strumento di verifica personale e di apprendimento, supportando la formazione permanente che ciascuna comunità regionale F.B. deve poter programmare.
Il coinvolgimento, inoltre, di figure professionali, consigliate e auspicate, nella realizzazione del Cantiere, consentiranno poi di curare l’aspetto psicologico dell’ammalato con riferimento anche nell’ambito sanitario.
OBIETTIVI EDUCATIVI
Verso i giovani
Verso gli adulti
Esperienza concreta di servizio tesa ad avvicinare il Capo e gli R/S al mondo della sofferenza con il metodo “dell’imparare facendo”.
Sarà utile offrire l’ausilio di soggetti qualificati che formino ed informino.
Verso la Comunità F. B.
Nella continuità di un rapporto diventa occasione privilegiata per vivere comunitariamente momenti di ascolto, di gioia e di preghiera.
BOTTEGHE
SPIRITUALITÀ
L’esperienza proposta è principalmente un’attività “in preghiera”.
Il fratello sofferente, così come il “sano”, abbisognano di essere uniti nella Fede, entrambi per testimoniare c/o per essere catechizzati.
A tal proposito sarà necessario favorire l’incontro delle personalità e dei carismi, mediante la riflessione personale e comunitaria.
COMUNITÀ
Particolare importanza riveste questo aspetto nell’ambito della “Bottega”.
Quest’ultima non può trasformarsi in un’attività di semplice incontro.
È indispensabile che tutti facciano qualcosa e che ciascuno abbia un ruolo.
SERVIZIO
I temi di una “bottega” potranno essere molteplici: dall’attività di espressione, al gioco, all’abilità manuale.
Essi dovranno tener conto dell’opportunità offerta agli R/S o agli adulti che vi partecipano di poter scoprire accanto all’amico sofferente il valore del servizio in uno spirito di solidarietà e di educazione reciproca.
OBIETTIVI EDUCATIVI
L’esperienza si propone di realizzare una attività tecnica e/o espressiva, accomunando le capacità di ciascun partecipante, ammalato o “sano”.
Essa è intesa principalmente a consentire un pieno coinvolgimento dell’ammalato nella realizzazione di una attività pratica, o favorire lo scambio e l’incontro delle diversità fisiche, nonché permettere una esperienza pratica di servizio.
IMPEGNO QUOTIDIANO NEL TERRITORIO
SPIRITUALITÀ
La testimonianza di una scelta vissuta attraverso attività di animazione spirituale, momenti di preghiera, liturgia, catechesi con e per i fratelli sofferenti.
COMUNITÀ
La comunità diventa segno, elemento sul territorio capace di attenzione agli ultimi ed ai sofferenti.
SERVIZIO
Servizio quotidiano, continuativo in strutture poste sul territorio, ospedali, gerontocomi, pensionati, centri di accoglienza.
Proposta e presenza nelle strutture Agesci e Masci ai vari livelli. Attività sistematiche per R/S e F.B.
OBIETTIVI EDUCATIVI
Educare alla solidarietà e alla condivisione l’uomo e la donna della partenza.
Per l’F.B. è la testimonianza di una scelta di vita, radicata e radicale, al servizio degli ultimi e dei sofferenti.