Paestum, 12 maggio 1991

Carissimi Fratelli Scouts, il saluto che vi porto a nome di Piero Antonacci, nostro Presidente Nazionale e di tutto il Comitato Esecutivo, mi rende particolarmente felice, dato che seppur in maniera non assidua faccio parte della Comunità FB, alla quale sono particolarmente legato tramite la Promessa rinnovata a Lourdes.

Il MASCI ha sempre avuto una particolare attenzione par la Comunità FB e molti dei suoi Responsabili Nazionali, nonché delle Comunità, sia oggi che nel passato, hanno fatto parte dei Foulards Bianchi. Mi limito a ricordare, senza voler trascurare tutti gli altri, Michele Giaculli ed Enrico Dalmastri, che hanno testimoniato e che continuano a testimoniarne i valori allo scautismo giovanile che a quello adulto.

Nella ristrutturazione che è seguita all’ultima Assemblea Nazionale di Rimini, nell’intento di rendere più rappresentative e nel contempo più agili le strutture del Movimento degli adulti Scout, i FB sono stati inseriti a pieno titolo nella Pattuglia Nazionale Servizio.

Migliore collaborazione non poteva esserci, dopo che nel Convegno di Roma 1989 gli Adulti Scouts hanno scelto quattro ambiti privilegiati di servizio: la solidarietà tra i popoli e la pace, il mondo dell’emarginazione
e della sofferenza, l’altra infanzia, l’ambiente e i nuovi modelli di sviluppo.

In particolare ai Foulards Bianchi del MASCI viene chiesta l’animazione e l’impegno nel campo di un servizio verso chi soffre.

Ciò trova signifi cato nell’interpretazione che il sevizio non può esaurirsi nella dimensione del “fare” quando appartiene alla categoria “dell’essere”. Il servizio va visto pertanto come ha detto B.P., come
strada verso la felicità, caratterizzato quindi come esperienza di “cammino”, scelta personale e nel contempo opera di tutta la comunità che deve acquistare la possibilità di vedere e sentire le angosce, i
bisogni spesso misconosciuti di chi sta alla porta accanto o di chi è lontano da noi.

“Poiché: ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi deste da bere, ero pellegrino e mi ospitaste, nudo e mi copriste, infermo e mi visitaste, ero in carcere e veniste a trovarmi”.
(Matteo, 25, 35)

“Questo vi ho detto affi nché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia giunga alla pienezza.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi”.
(Giovanni, 15, 11-12).

In questi brani del Vangelo Cristo caratterizza il nostro servizio chiedendoci di seguirlo: “Lascia tutto quello che hai, vieni e seguimi”, di camminare verso Gerusalemme, di realizzare l’amore di vedere Gesù nei fratelli più piccoli e in coloro che soffrono, perché servendo loro, si possa servire Lui.

Ma il servizio non può limitarsi a lenire le sofferenze di qualcuno lasciando il mondo come prima.

“Il mondo migliore di come l’abbiamo trovato”di B.P. sintetizza nello scautismo il messaggio di Lourdes e ci invita ad un impegno che non deve e non può limitarsi ad interventi di tipo assistenziale, quanto lottare per una esistenza più umana, accendere la speranza gettando con il nostro impegno il seme per una società diversa e più giusta con un forte cambiamento di cultura nei confronti della marginalità.

La dignità della persona va garantita non solo nella tutela individuale di alcuni beni essenziali, ma principalmente nel favorire la relazione tra il singolo e la sua comunità di appartenenza in un clima di reciprocità.

Mai come nel campo della marginalità e delle nuove povertà si evidenzia la necessità di una concreta prossimità, del farsi carico di tutti.

Su questa nuova cultura di fondo dovranno operare in una sinergia di forze: famiglia, volontariato, servizio associativo, istituzioni.

Se lo Scoutismo cattolico italiano ha fatto proprio il messaggio di B.P., in particolare il roverismo e lo scoltismo che hanno posto il servizio al centro della proposta educativa, il MASCI ha caratterizzato tale servizio oltre della necessità, gratuità, concretezza, competenza, fantasia, fi ducia dell’uomo, senso della storia, coraggio dell’impresa,anche come esperienza comunitaria, esperienza politica, esperienza ecclesiale.
L’Adulto Scout non è solo nel suo servizio, ma è “mandato” dalla propria comunità, svolge il suo servizio come membro attivo della comunità civile, e lo stesso, è esperienza di Chiesa, testimonianza di fede, trasmissione agli altri della pienezza del rinnovamento della gioia di Cristo resuscitato.
Ecco che il servizio del Foulard Bianco, per noi adulti, non va visto esclusivamente nella partecipazione ai pellegrinaggi o nello stage a Lourdes, quanto va improntato nel quadro generale del sevizio al mondo della sofferenza e dell’emarginazione.
L’esperienza e la scelta di un servizio per i fratelli confermata nella Promessa a Lourdes di adesione alla Comunità NDL, è per noi estremamente preziosa, in quanto può essere modello alle nostre Comunità per un modo nuovo di fare servizio che superi il mero assistenzialismo.
I Cantieri realizzati sono modelli importanti di condivisione e collaborazione dell’AGESCI.
Stiamo infatti elaborando una serie di progetti di servizio con la Branca R/S dove il ruolo della Comu-nità MASCI è quello di garantire la continuità, la competenza, i tempi di verifi ca, mentre ai giovani dell’AGESCI si dà la possibilità di un esperienza di servizio con opportunità di impegno sia comunitario che singolo, l’impegno del dopo Partenza, di acquisizione di competenze attraverso esperienze guidate, nel quadro generale di educazione ai valori del servizio.
I primi progetti che a tutt’oggi abbiamo elaborato, sono uno della Regione Calabria nell’ambito del-l’emarginazione, con un servizio coordinato ad alcune a case accoglienza di Villa San Giovanni, ed uno nell’ambito della Solidarietà Internazionale, con un servizio coordinato in Kenia da parte della Regione Lombardia con inserimento in un progetto della Fondazione Brownsea che prevede la realizzazione di un dispensario sanitario e di un progetto di educazione agricola.
Sono micro-realizzazioni nelle quali la Comunità FB, che è sempre stata un cerniera tra AGESCI e MASCI, ha la possibilità di un inserimento veramente fattivo e positivo. Vi sono numerosi Cantieri in cui le regioni potrebbero avere uno sviluppo ed una valenza maggiori se oltre che proposti dagli FB, po-tessero avere un coinvolgimento delle nostre Comunità di adulti, così come, anche a livello normativo, ritengo che tale servizio per la comunità possa essere considerato alla stessa stregua di quello svolto in pellegrinaggio o in stage a Lourdes.

Perciò occorre una piena disponibilità ad una collaborazione in seno all’AGESCI ed al MASCI che punti all’essenziale e che rinsaldi i legami che spesso, forse per una limitatezza di orizzonti o per una mala interpretata autonomia, sono stati più di tipo formale che sostanziale.

Il MASCI, ed in ciò esprime l’orientamento del Comitato Esecutivo, chiede alla Comunità un legame più stretto alla luce del patrimonio e della competenza che i FB possono dare, alla luce dell’esperienza di servizio e di collaborazione tra Adulti Scouts che svolgono attività educativa per i ragazzi o tra gli stessi adulti nel progetto generale dell’educazione permanente, alla luce dello spirito di fraternità che cresce maggiormente “facendo strada insieme” condividendo le diffi coltà così come la Speranza.

Buona Strada assieme

Mario Laganà
Comitato Esecutivo Nazionale Masci

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