Roma, 8 febbraio 1990

Ai: Responsabili Regionali
Assistenti Ecclesiastici Regionali
Responsabili di Zona
Assistenti Ecclesiastici di Zona

Carissimi,
vi scriviamo – e contiarno di tornare a farlo in altri IRomenti – per dirvi direttamente alcune cose che abbiamo deciso in una riunione con i Responsabili Regionali e raccontarvi di alcune iniziative che abbiamo prese in ter11ini di pubbliche relazioni.

Intendiamo parlarvi anche di questo secondo aspetto, del quale facciamo relazioneal Consiglio Generale, perchè le nostre decisioni hanno o possono avere ricadute e sollecitazioni in sede locale.

Per questo pensiamo cho in futuro tale tipo di infomazione dovrà essere più frequente e sollecita.

1. Censimento dei Foulards Blancs

Per illustrar& la decisione forse è opportuno anche fare un 11lnimo di storia. L’esperienza del Foulards Blancs è molto antica nello scautisnao cattolico e raccoglie quanti hanno scelto come impegno di servizio, continuativo negli anni, l’assistenza ai malati in pellegrinaggi verso Lourdes o altri santuari mariani.

Per divenire membri della comunità dei F. B. occorre avere partecipato per 3 anni ai pellegrinaggi a Lourdes e far parte di una comunità (tipicamente regionale) che prosegue la formazione al di là dell’evento pellegrinaggio.

La comunità nazionale dei F.B. attualmente è composta da 450 R/S e capi ed assicura una presenza a Lourdes di 380 persone l’anno.

A queste presenze dei componenti la comunità vanno aggiunte le presonze di scout (R/S o membri di comunità Capi) che aggiungono altre 1300 presenze circa.
Come certo ricordate, esiste in AGESCI un Incaricato Nazionale per i P .9. (attualmente, Pelice Cortiann del Vonoto) che opera in collegamento con i Responsabili delle Branche R/S.

Qualche anno fa, si presentò la necessità di realizzare un collegamento più preciso fra la comunità dei F.B. e lo Scautismo dell ‘AGESCI o del HASCI in quanto non era sempre chiaro a quale titolo alcune persone potessero essere parte della comunità dei F.B., e quindi scout, se non erano più in nessun modo collegati con nessuna delle due associazioni.

Per questo, nel 1984, si giunse ad una modifica del regolamento dei F.B.: non possono essere membri solo persone che fanno regolarmente parte dell ‘AGESCI o del MASCI.

Per quanto riguarda l ‘AGESCI, in molti casi si tratta di persone che hanno iniziato questo  servizio in età R/S e ne hanno fatto una scelta anche dopo la partenza. Alcuni entrano nel MASCI, altri in comunità Capi e quindi non si pone un problema di appartenenza associativa. Il problema, invece, esiste laddove non si abbiano comunità MASCI e la persona intenda questo come suo unico impegno associativo.

Con i Regionali, quindi, abbiamo deciso che presso i comitati di zona possano essere censite persone della comunità F.B., senza per questo conseguire alcun diritto di vaco in assemblee regionali o di Zona o in Comunità Capi. Perchè una persona possa essere censita in questi elenchi, dovrà essere autorizzata dai Responsabili di Zona e dall’incaricato regionale della Comunità Capi F .B.

Questo censimento vuole semplicemente permettere, nella linea decisa qualche anno fa, la prosecuzione del servizio dei F.B.

2. Salaam, ragazzi dell’ulivo

In allegato (1) trovate una scheda aggiornata a gennaio ’90 sullo stato dell’operazione.

Ai Regionali, qualche tempo fa, avevamo chiesto di indicarci di quali iniziative locali fossero a conoscenza, perchè il comitato, di fatto, non è in grado di raccogliere direttamente queste informazioni, in quanto è in possesso unicamente degli indirizzi delle persone che hanno richiesto l’affidamento ed ha pertanto interpellato le singole associazioni per ottenere queste informazioni.

Per questo moti110 è stato chiesto ai Responsabili Regionali e, per loro tramite, alle Zone di indicare le iniziative prese localmente ed alle quali abbia partecipato l ‘AGESCI per mezzo di un comitato o di un gruppo.

I dati richiesti sono principalmente:
– il tipo di iniziativa (presentazione alla cittadinanza, comitato tra affidatari);
– la località e la forma realizzativa;
– la data (qualora si tratti di un evento).

3. Educare e non punire

Ancora in allegato (2) trovate una scheda sui motivi che hanno indotto il Comitato Centrale ad aderire all’iniziativa e le posizioni che sono state prese.

Chiudiamo qui questa prima presa di contatto augurandovi un sereno e proficuo cammino nel servizio che svolgete e impegnandoci a intensificare questi contatti così da aumentare sempre più la comunicazione fra i vari livelli dell’Associazione.

Marina De Checchi – Titta Righetti
Presidenti del Comitato Centrale

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