FOULARD BIANCO
Rivista della Comunità Italiana Foulards Bianchi n. 2 – 1988

Un pensiero
Mamma, la prima parola che un bimbo impara.
Mamma, l’ultima parola che di solito un adulto pronuncia. Sembrerebbe che la vita sia vissuta all’ombra della mamma. Probabilmente no, però è indiscusso che la mamma è la prima educatri­ce, il punto di riferimento fisso; questo balza in primo piano proprio quest’anno, l’Anno Mariano, l’anno in cui Maria, madre per eccellenza, è fe­steggiata e celebrata in maniera particolare.

Noi Foulards Bianchi che ci consideriamo o speriamo di essere, fra i suoi figli prediletti, viviamo e testimoniamo il suo messaggio tramite Lourdes e i nostri fratelli meno fortunati verso cui indirizziamo il nostro servizio; abbiamo la pre­sunzione di chiamarci “chiesa”, chiamiamo la Madonna “mamma” e quindi dobbiamo seguire -1edelmente i suoi dettami e le sue leggi.

Nel nu­mero precedente di “Foulard Bianco”, in questo ed in quello prossimo, il nostro Assistente Ecclesiastico ci fa conoscere tre mamme, ma tutte riconducibili ad una “universale”, una Madre del­la Chiesa, una Madre totale. Lei non ci fa manca­re nulla, ci incoraggia nei momenti difficili, ci ren­de leggero lo zaino che portiamo quando questo sembra spezzarci le reni.
Viene facile fare un parallelismo “comunitario” e cioè: Maria Madre e la sua Chiesa, Comunità F.B. e i giovani a Lourdes; i giovani che vanno a Lourdes si scontrano a volte violentemente col dolore e con la sofferenza e ciò rappresenta per loro lo zaino che può spezzare le reni. Noi dob­biamo essere lì per aiutarli a portare lo zaino, per tendere loro la mano e camminare insieme in una strada segnata molto bene da una mano più grande delle nostre, da una mano sempre aper­ta e tesa in una carezza e in una spinta. Presunzione? Forse sì, forse no, di certo c’è solo che siamo tutti figli di una stessa madre, e noi che siamo i fratelli più grandi dobbiamo aiutare “in casa”, dobbiamo sgravare la mamma già oberata da tanti lavori e quindi cerchiamo di “al­levare” i fratelli più giovani.

Su questo e per questo dobbiamo lavorare da qui a Loreto, perché là ci sarà una riunione “fami­liare” e là la Mamma ci farà diverse domande e vorrà sapere come andiamo e come va la fami­glia; di Mamma ce n’è una sola, per cui cerchia­mo di tenercela e di amarla sempre. Fraternamente.

Buona Strada

Felice Cortiana

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