A tre amici F.B., l’indimenticabile Renato Ferraro (scomparso nel novembre ’86) e l’intraprendente Geppino Gioia (ambedue della regione Campana) con l’attivissimo Giancarlo Chioini di Fermo (AP), venne l’idea, in un occasionale incontro a Loreto, di esten­dere questa felice circostanza di incontro a tutti i F.B. d’Italia ma­gari anche in unione ad amici portatori di handicap e fratelli scout. Il primo pellegrinaggio F.B. a livello nazionale si ebbe nel 1978, primo anno di pontificato dell’attuale Pontefice Giovanni Paolo Il; quest’anno si è giunti alla s• edizione dato che, da allora, si è svol­to con scadenza biennale.

Sin dal primo concepimento la simpatica idea ha seguito il filone di un grande spirito di servizio in comunione di una stessa fede che affratella nella devozione alla Vergine Madre. Ma, oltre alla di­sponibilità a fare vita comune con i “piccoli” del Vangelo che di­ventano gli “ospiti graditi”, gli “amici”, c’è sempre stata anche la ricerca di scoprire il segreto della semplicità di Maria, in colei che ha detto di si al mistero di una chiamata ad un servizio che l’ha vi­sta donna attenta ai valori più grandi, madre sofferente e genero­sa dalla povertà del presepio di Betlemme al dramma doloroso riel Calvario.

Nella semplicità umanamente sconcertante di Maria che anche quest’anno ci uniremo ad amici che portano nel cuore e nel corpo la semplicità dei pastori e la sofferenza del Calvario. E a loro, creature disponibili e semplici come Maria, che la Parola si rivol­ge con più immediatezza di quanto non faccia con la umana sa­pienza dei re magi.

La povertà della santa Casa, che richiama la situazione e l’essen­zialità di chi, in povertà, vuol vivere anche 0991 il Vangelo, ci invite­rà a riflettere sulle tante occasioni perdute di silenzio, preghiera,disponibilità alla grazia ed al servizio.

E dentro quelle misere mura che si è compiuto l’avvenimento che ha trasformato l’umanità tutta attraverso un semplice SI. Maria ha creduto nella Parola che non inganna, nella Parola che l’aveva quindi posta ad essere prima tra tutte le creature, eletta a pieno ti­tolo “miss universo”.

È stato tra le mura di quella casa che, appresa la notizia dello sta­to di necessità della cugina Elisabetta, incinta al sesto mese in tarda età, si è subito concretizzata nel cuore di Maria la disponibi­lità a “mettersi in viaggio verso la montagna” e raggiungerla “in fretta” (Le. 1, 39) per essere totalmente al suo servizio.

Per Maria quante ore di lavoro, di silenzio, di meditazione della Parola in quella povera casa! Che ricchezza di bontà e di dedizio­ne sono nati da quel cuore disponibile al servizio più umile e e disinteressato! Lì dove ci incontreremo a fine ottobre il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare tra di noi. Lì il servizio nella ricchezza dei valori evangelici è proposto nella semplicità di Maria, risco­perta in Bernardetta e rivissuta ogni volta che lo spirito del Vange­lo depone “i potenti dalle loro sedi ed esalta gli umili” (Le. 1,52) ci farà riconoscere fratelli con le persone “prime” perché ultime se­condo il giudizio egoista e illusorio degli uomini.

Così rifonderemo la nostra comunità alla fonte più genuina. Così ogni due anni, per cercare in Maria il segreto della gioia del donarsi… espressa così bene nel Magnificat.

Don Max

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